Guida Pratica

 

Non è necessario “praticare bene”. È necessario esserci. Ecco alcune indicazioni per percorrere il corpo come un paesaggio vivente.

Respirare

Il respiro è il vostro primo compagno. Non va forzato né guidato. Va lasciato accadere. All’inizio di ogni pratica, ascoltate il respiro così com’è. Poi, invitatelo gentilmente ad espandersi. Inspirare per aprire. Espirare per lasciar andare. Sospirate. Sbadigliate. Emanate suoni spontanei. Anche il respiro ha bisogno di voce.

Rallentare

Il corpo vive in un tempo diverso dalla mente. Più si rallenta, più si sente. Più si sente, più ci si orienta. Lasciate che il gesto emerga da sé, come un fiore che si apre senza sforzo.

Creare uno spazio protetto

Scegliete un angolo tranquillo, una stanza, un angolo di natura. Spegnete il telefono, togliete le scarpe, abbassate la luce. Toccate la terra con i piedi. Accogliete il corpo come si accoglie un ospite amato.

Ascoltare prima di agire

Prima di ogni pratica, rilassate. Scuotete le mani, fate un sospiro, lasciate cadere le tensioni. Portate l’attenzione a:

• spalle

• mandibola

• ventre

• pelvi

Dove sentite tensione, ascoltate. Lì potrebbe iniziare il cambiamento.

Sospendere le aspettative

Non bisogna cercare di sentire qualcosa di speciale. Sentite quello che c’è. Così com’è. Anche la confusione è parte del cammino. Anche la noia. Anche il silenzio.

Entrare con la mente aperta

Ogni sentiero è un’immagine, una frase, un gesto. Non serve capirli con la testa. Lasciateli lavorare nel profondo, come semi sottili. Leggete lentamente. Chiudete gli occhi. Ascoltate.

Restare un momento alla fine

Dopo ogni esperienza, restate. In piedi, seduta o distesa. Osservate cosa è cambiato. Accogliete anche ciò che non comprendete. Si può chiudere il sentiero con un gesto, una parola, un ringraziamento.

Tornare quando lo si desidera

Ogni ritorno è diverso. Ogni sentiero è nuovo, ogni volta che lo attraversate. Non serve fare tutto. Serve esserci, ogni volta con occhi nuovi.

Lasciare che la natura accompagni

Ogni sentiero ha i suoi compagni naturali: un olio da respirare, un fiore da assumere, un cristallo da tenere accanto. Usateli con rispetto e intuizione. Accendete una candela. Inspirate un aroma. Bevete un infuso con lentezza. Anche se non possedete i cristalli, potete immaginarli. Visualizzarli. Sentirli. L’intenzione è una forza.

Portare la pratica nella vita

Camminare lentamente. Aprire le braccia al mattino. Respirare prima di parlare. Mangiare con presenza. Toccare con ascolto.

La Postura Naturale non è un esercizio. È un modo di vivere.

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