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Postura Naturale – Percorso Neurofunzionale per il Parkinson

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  Attraversare i sentieri del corpo per ritrovare presenza, equilibrio e libertà nel movimento Nel Parkinson, il movimento non scompare improvvisamente. Più spesso si restringe, rallenta, perde spontaneità. Un passo diventa più corto, un braccio oscilla meno, girarsi richiede maggiore attenzione, alzarsi da una sedia non è più un gesto automatico. La persona può sapere perfettamente cosa desidera fare e, tuttavia, incontrare una distanza inattesa tra l’intenzione e il movimento. È proprio dentro questa distanza che nasce  Postura Naturale – Percorso Neurofunzionale per il Parkinson : una proposta che integra i principi della riabilitazione neuromotoria con gli undici sentieri della Postura Naturale. Non si tratta di sostituire la fisioterapia neurologica con un approccio simbolico o meditativo. Al contrario, si tratta di collocare esercizio terapeutico, apprendimento motorio, cueing, equilibrio, forza e allenamento del cammino all’interno di una mappa capace di parlare anche a...

Il corpo nel bozzolo: quando la postura non si corregge, ma si trasforma

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Quando pensiamo a un bozzolo, immaginiamo un luogo di attesa. Un piccolo rifugio nel quale un bruco si nasconde per poi uscirne farfalla. Eppure il bozzolo è molto più di una semplice casa temporanea. Come racconta il filosofo Emanuele Coccia nel suo libro Metamorfosi , il bruco non entra nel bozzolo per diventare una versione migliore di sé stesso. Entra in uno spazio in cui la forma che lo ha accompagnato fino a quel momento può dissolversi, affinché ne emerga un’altra. La metamorfosi non consiste nel migliorare ciò che si è già. Consiste nell’avere il coraggio di lasciare andare una forma che non può più accompagnare la vita. Questa immagine mi accompagna da tempo e oggi mi sembra raccontare con sorprendente precisione ciò che accade nel percorso di Postura Naturale. Per anni siamo stati abituati a considerare la postura come qualcosa da correggere: raddrizzare le spalle, allineare la colonna, sistemare il bacino, rinforzare i muscoli. Ma se la postura fosse molto di più? Se fosse i...

Il corpo che si osserva: metacognizione e Postura Naturale

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La metacognizione viene spesso descritta come la capacità di pensare al proprio modo di pensare . Significa accorgersi di come stiamo interpretando una situazione, riconoscere le strategie che utilizziamo, valutarne l’efficacia e, quando necessario, modificarle. Non consiste quindi nell’accumulare informazioni, ma nel riuscire a fermarsi e domandarsi: Come sto affrontando ciò che mi accade? Questa reazione mi è ancora utile? Esiste un’altra possibilità? La metacognizione sostiene l’apprendimento e l’autoregolazione perché ci permette di osservare un processo mentre lo stiamo vivendo, anziché esserne completamente trascinati. Non dipende da una singola area cerebrale, ma coinvolge reti distribuite, comprese regioni prefrontali implicate nel monitoraggio delle nostre decisioni e del grado di fiducia che riponiamo in esse.   Ma possiamo davvero osservare la mente senza ascoltare il corpo? La mente non si osserva soltanto dalla testa Quando entriamo in una situazione difficile...