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Parkinson: la sorprendente forza dei movimenti lenti. Quando 15 minuti di Qi Gong fanno la differenza

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Gruppo Qigong - Associazione Parkinson Viterbo  Una ricerca pubblicata nel settembre 2026 suggerisce che aggiungere il Ba Duan Jin alla fisioterapia può migliorare l’equilibrio e la capacità di camminare nelle persone con Parkinson. La notizia interessante? Non sempre, per muoversi meglio, bisogna muoversi di più o più velocemente. E se la lentezza fosse una risorsa? Siamo abituati a pensare che, quando il movimento diventa difficile, la soluzione sia allenarlo, rinforzarlo, renderlo più rapido e sicuro. Ma esiste un’altra possibilità: rallentare per ritrovare la qualità del movimento. Chi conosce il Parkinson sa che il problema non riguarda soltanto i tremori o la rigidità. È il corpo intero che può perdere progressivamente la spontaneità di gesti un tempo semplicissimi: alzarsi da una sedia, cambiare direzione, spostare il peso da un piede all’altro, iniziare a camminare. Movimenti che prima avvenivano quasi senza pensarci richiedono improvvisamente attenzione, controllo, i...

Ulisse-Penelope: oltre il viaggio dell’eroe dalla separazione alla generatività

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  (Articolo scritto per il numero settembre della rivista IPOTESI) Per molto tempo ho provato una certa avversione per l’Odissea. Non per la bellezza del poema, naturalmente, ma per il modello umano che mi sembrava rappresentare e che per secoli abbiamo continuato a celebrare quasi senza metterlo in discussione. Da una parte Ulisse, l’eroe: intelligente, astuto, curioso, libero di partire, attraversare il mondo, combattere, incontrare popoli sconosciuti, affrontare mostri e divinità, conoscere altre donne, perdersi e salvarsi. Dall’altra Penelope, che rimane a Itaca, tesse e disfa, custodisce la casa e il matrimonio per vent’anni. A lui l’avventura; a lei l’attesa. Per anni ho visto in questa coppia una rappresentazione quasi perfetta dell’ordine patriarcale. Ulisse mi appariva come uno dei grandi antenati simbolici dell’uomo occidentale: il conquistatore, l’esploratore, colui al quale è concesso allontanarsi perché da qualche parte una donna mantiene intatto il luogo del ritorno. ...

La salute nascosta nei muscoli: molto più che forza e movimento

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  Quando pensiamo ai muscoli, è facile immaginare una palestra, un bicipite contratto, qualcuno che solleva un peso, ma questa è un’immagine troppo limitata. Il muscolo non serve soltanto a produrre forza. Partecipa alla regolazione della glicemia, comunica chimicamente con altri organi, sostiene l’osso, conserva una riserva preziosa di proteine, contribuisce all’equilibrio e all’autonomia e sembra perfino conservare tracce biologiche degli allenamenti passati. Inoltre, c’è un’altra cosa che spesso dimentichiamo: il muscolo è uno dei tessuti che più rapidamente rispondono a ciò che facciamo — e a ciò che smettiamo di fare. In un esperimento sull’immobilizzazione di una gamba, per esempio, i ricercatori hanno rilevato segni di atrofia della coscia già dopo due giorni. Nei giorni successivi la perdita è proseguita rapidamente. Non significa che due giorni sul divano facciano scomparire i muscoli, naturalmente: l’esperimento prevedeva una vera immobilizzazione. Ma rende molt...

Fotobiomodulazione e Parkinson: una luce che merita attenzione

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Negli ultimi anni la fotobiomodulazione sta suscitando un interesse crescente nella ricerca sul Parkinson. L’idea è affascinante: utilizzare particolari lunghezze d’onda della luce rossa e del vicino infrarosso per sostenere il funzionamento delle cellule, favorire la produzione di energia e modulare alcuni processi coinvolti nella neurodegenerazione. Non si tratta di una luce che scalda o brucia i tessuti. La fotobiomodulazione utilizza LED o laser a bassa intensità per inviare alle cellule uno stimolo biologico. È come se la luce fornisse un segnale, invitando la cellula a utilizzare meglio le proprie risorse. Nel Parkinson questa possibilità è particolarmente interessante, perché la malattia non riguarda soltanto la dopamina. Entrano in gioco anche la sofferenza dei mitocondri, lo stress ossidativo, la neuroinfiammazione, le alterazioni metaboliche e la progressiva difficoltà delle cellule nervose a mantenere il proprio equilibrio. La domanda, quindi, è inevitabile: la luce può aiut...