Negli ultimi anni si è parlato molto delle cellule staminali come possibile nuova frontiera nella cura del Parkinson. Il motivo è semplice: nella malattia di Parkinson si perdono progressivamente neuroni che producono dopamina, una sostanza fondamentale per il controllo del movimento. L’idea delle terapie cellulari è quindi affascinante: non limitarsi ad “aggiungere dopamina” con i farmaci, ma tentare di sostituire almeno una parte delle cellule che il cervello ha perso . È una prospettiva reale della ricerca moderna, ma è importante dirlo subito con chiarezza: non siamo ancora davanti a una cura definitiva e queste terapie, almeno oggi, riguardano soprattutto i sintomi motori legati alla carenza di dopamina, non tutta la complessità del Parkinson. Che cosa si intende per terapia con cellule staminali nel Parkinson Quando si parla di cellule staminali nel Parkinson, il filone più avanzato non è quello di una generica “rigenerazione” del corpo, ma una vera e propr...
1. Introduzione Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa complessa che, oltre ai sintomi motori come rigidità, tremore e difficoltà di equilibrio, coinvolge anche aspetti cognitivi, emotivi e relazionali. Proprio per questa natura multidimensionale, la riabilitazione non può limitarsi al solo recupero funzionale del movimento: è necessario un approccio integrato, che tenga conto della globalità della persona. Negli ultimi anni, la letteratura scientifica ha sottolineato l’importanza di percorsi riabilitativi che combinino esercizi motori, stimolazione cognitiva, sostegno psicologico e pratiche che favoriscano il benessere globale. In questa prospettiva, la riabilitazione diventa non solo un mezzo per contrastare la progressione dei sintomi, ma anche uno strumento per mantenere autonomia, qualità della vita e senso di identità. Presentazione della mia prospettiva Nella mia esperienza clinica, maturata negli ultimi dieci anni accanto a persone con Parkinson e parkins...
La maggior parte delle persone prima o poi percepisce una sabbiolina o degli scrosci nel collo durante il movimento. Questi suoni, chiamati anche crepiti, sono solitamente indolori e in genere non rappresentano nulla di grave. Tuttavia, se lo scroscio o la sensazione di sabbia nel collo è accompagnato da dolore, gonfiore o altri sintomi, può rappresentare un problema che deve essere controllato da un professionista sanitario qualificato. Possibili cause La sabbia nel collo è la classica sensazione che si sperimenta durante le rotazioni del collo in presenza di artrosi cervicale. L’artrosi è un processo degenerativo, cronico e progressivo che interessa le cartilagini articolari. Accade che la cartilagine si assottigli e si formino delle piccole “escrescenze” ossee dette osteofiti. Il crepito, a volte chiamato crepitazione o cavitazione, si riferisce a qualsiasi tipo di rumore o sensazione, come un suono di schiocco o uno sfregamento che si sente durante il movimento del co...
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