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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

Narrazione affettiva: quando la memoria diventa luce

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Vedi anche  Narrazione Affettiva Ci sono stagioni della vita in cui il corpo chiede di essere accompagnato… ma anche la propria storia. Perché il dolore non è solo un sintomo: a volte è una memoria che non ha parole. E quando le parole arrivano – lente, timide, vere – succede qualcosa: la vita torna a farsi trama , non solo somma di eventi. La narrazione affettiva è questo: un modo delicato e profondo di raccogliere i fili del vissuto, dare dignità ai ricordi, e trasformare la memoria in un gesto di integrazione. Non è una tecnica “da applicare”, ma un incontro : presenza, ascolto, fiducia.  Che cos’è la narrazione affettiva La narrazione affettiva è un percorso di intervista autobiografica guidata: un dialogo intimo e non clinico, costruito con domande aperte, pause rispettose e stimoli leggeri, che favoriscono l’emersione dei ricordi e delle emozioni collegate. Il cuore del metodo sta in quattro principi: Accoglienza incondizionata del vissuto (senza giudizio né...

Il movimento come medicina quotidiana nel Parkinson

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  Muoversi è una delle cose più potenti che puoi fare nel Parkinson. Non perché “cancella” la malattia, ma perché cambia la traiettoria della giornata: mantiene allenati i circuiti del movimento, riduce la rigidità, sostiene l’umore, migliora la sicurezza. E soprattutto ti restituisce una sensazione chiave: “posso ancora agire sul mio corpo”. Negli ultimi anni le neuroscienze hanno chiarito sempre meglio una cosa: l’esercizio non lavora solo sui muscoli. Lavora sul cervello. E nel Parkinson questo vale doppio: il movimento è un modo concreto per “nutrire” i circuiti che ti servono per camminare, girarti, alzarti, iniziare un gesto, mantenere il ritmo. Per questo si parla sempre più di esercizio come “pilastro” della riabilitazione. In questo articolo ti spiego perché il movimento aiuta (anche quando i sintomi non sembrano “collaborare”), come usarlo in modo motivante e sicuro, e come un caregiver può fare la differenza senza trasformarsi in un “controllore”. Il cervello del...